Rivista ATTE
Anno XXX
Tiratura: 12'500 copie
periodicità: 5 numeri annui

Restyling Terzaetà: dic. 2009


 
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«Un importante strumento di dialogo e di informazione per la Terzaetà»

Abbiamo messo un vestito nuovo alla nostra rivista. Lo abbiamo fatto accogliendo una proposta della sua direttrice Mariella Delfanti, discutendo e approvando il progetto del grafico Chris Carpi. Se ne sono occupati la Segreteria centrale, l’Ufficio presidenziale, il Comitato cantonale mettendoci tutta l’attenzione, la cura, i dubbi, il coraggio, l’amore che questa operazione richiedeva. La nostra rivista è, infatti, il prodotto più importante della nostra associazione perché è il nostro simbolo di appartenenza a una comunità voluta, creata e fatta vivere da chi ne fa parte; perché, secondo una inchiesta realizzata nel 2000, viene letta da più del 90 percento degli iscritti; perché ci parla di arte, di cultura, di scienza, di salute, di attualità e della vita dell’associazione in modo competente e comprensibile; perché ha saputo aggiornarsi continuamente nei contenuti e nel linguaggio; perché è un prodotto moderno per degli anziani che vogliono restare giovani nello spirito e, nel limite del possibile, anche sani nel corpo.
Il numero zero venne pubblicato nel Natale del 1982 per iniziativa di Pia Albertazzi, ex docente e giornalista, e di Carla Balmelli. In copertina era raffigurata l’immagine di un “maronatt” intento a sistemare la castagne: un omaggio alla vita dura di molti nostri emigranti ancora impressa nella memoria di molti anziani di quegli anni.
Prima direttrice dal 1982 al 1985 fu la stessa Pia Albertazzi coadiuvata da Carla Balmelli e da Candida Willemse, seguita, dal 1985 al 1997, da Miranda Venturelli e, a partire dal 1997, dall’attuale direttrice Mariella Delfanti. Tutti nomi femminili, così come sono state soprattutto le donne a offrire la loro collaborazione alla rivista a conferma del ruolo determinante delle donne nella vita dell’ATTE. Discriminate per secoli, oggi le donne si stanno prendendo una bella rivincita facendo beneficiare noi tutti del loro modo di interpretare la realtà, della loro flessibilità, della loro capacità di lavorare in rete, della loro cura per i sentimenti e le persone. Di questo apporto femminile fatto di fantasia mista a realismo, di collaborazione e di attenzione al mondo che cambia sono disseminati anche i 27 anni di storia della nostra rivista. La nuova veste grafica, cui auguro il successo che merita, è l’ultimo capitolo di questa storia. Un capitolo per il quale ringrazio in particolare la direttrice Mariella Delfanti, il grafico Chris Carpi e tutti coloro che hanno collaborato a trasformare una idea nella realtà di questo primo numero che avete cominciato a leggere.

Pietro Martinelli, Presidente ATTE
(editoriale dicembre 2009)

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